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Kitesurf Italia - Kitesurfing Italia - Kitesurf

Il kitesurfing, kitesurf o kiteboarding è una variante naturale del surf, in quanto è stata aggiunta un vela collegata alla tavola da surf a circa 25 metri d'altezza, la quale sfruttando la forza del vento, permette di muoversi sull’acqua. Il kitesurf viene anche chiamato kiteboard o flysurf (diffuso in Francia), ed è lo sport d'acqua che si sta diffondendo più velocemente in assoluto. Si pratica con un'apposita tavola ed un aquilone (kite o ala) manovrato mediante una barra di controllo collegata ad esso da due, quattro, o più cavi lunghi e sottili in dyneema o spectra. L’ala, chiamata anche "vela" o "kite", ha delle dimensioni standard che vanno dai 14 agli 8 mq di grandezza.

Le dimensioni variano in funzione alla velocità del vento, infatti le grandi ali sono adatte per venti di intensità minore, mentre le piccole ali si utilizzano quando il vento è più sostenuto. L'ala è composta da una struttura gonfiabile chiamata Leading Edge che dà la forma di mezza luna alla vela, e da una struttura gonfiabile verticale chiamata Bladder che dà la profondità alla vela. Le strutture gonfiabili fanno si che il kite non affondi in acqua, facilitando quindi la ripartenza dall'acqua. La barra che comanda la vela ha una larghezza di circa 50 cm ed è collegata alla vela da dei cavi lunghi circa 25 metri. La barra è solitamente composta di carbonio, e le linee sono fatte di un materiale chiamato Dinema. Le tavole da kite possono essere bidirezionali o monodirezionali.

Le bidirezionali sono molto pratiche sia nel trasporto che nella facilità di apprendimento; le monodirezionali sono più indicate in presenza di onde in quanto per cambiare direzione si ha l’obbligo di navigare con la prua in avanti. Oltre al kitesurf (completo di ala e tavola), per i principianti è importante utilizzare le attrezzature di sicurezza come giubbotto protettivo o galleggiante, casco, coltellino per tagliare le linee. Nato negli anni ‘90 nelle calde e ventose acque delle isole Hawaii, il Kitesurf negli ultimi anni, è riuscito ad appassionare migliaia di sportivi utilizzando le forze della natura per sentire l'ebbrezza e l'adrenalina di trovarsi tra cielo e mare.

I tentativi di utilizzare la forza dell’aquilone per trainare un qualcosa, risalgono già al secolo scorso ma solo negli anni ’70 si inizia a trovare qualcosa di più simile a quello che oggi intendiamo come kitesurf. Nel 1978, Ian Day, riuscì a raggiungere i 40km/h con un catamarano trainato da un aquilone. Negli anni ’80 l’utilizzo dell’aquilone per traino venne introdotto agli sci, allo skate, alle canoe e a tutto ciò che potesse rotolare o scivolare su terra o in acqua. Nei primi anni '90 i fratelli Corey e Bill Roeseler di Seattle brevettarono il Kitesky, un grande aquilone acrobatico a delta a 2 cavi, fornito di barra con avvolgicavo a molla che ne permetteva il recupero ed il rilancio dall'acqua. Fu poi con i fratelli francesi Bruno e Dominique Legaignoux, dopo una lunga ricerca cominciata nei primi anni '80 e culminata con il brevetto del Wind Powered Inflatable Kite Aircraft, che l'aquilonismo da traino in acqua divenne sul finire degli anni '90 più sicuro, praticabile ed accessibile, dando origine quindi al Kitesurf. Il Kitesurf è stato perfezionato sempre più, fino ad arrivare al punto che nell’ottobre 2008 è stato dichiarato e ufficializzato da ISAF, il natante mosso dal vento più veloce del pianeta. Ciò nonostante il kitesurf subirà ulteriori miglioramenti in termini di tecniche di movimento. Nel corso degli anni si sono affermate varie discipline di Kitesurf, di cui le più rinomate sono: il Free style dove si effettuano evoluzioni; il Wave dove si naviga surfando le onde; Long Distance dove si effettua una vera regata modello vela; Speed dove si cerca di superare il record del mondo di velocità.

Il kitesurf è uno sport di facile apprendimento, si riesce subito a manovrare la vela ed a provare a planare, non serve molta forza fisica in quanto si sfrutta la forza cinetica. Ad ogni modo per iniziare a praticarlo è necessario frequentare un corso presso una scuola di surf, non bisogna dimenticare che il kitesurf è uno sport estremo, e in quanto tale resta sempre una disciplina potenzialmente rischiosa.

Un buon corso di preparazione per il kitesurf dovrebbe trattare alcuni punti fondamentali come: Prima di entrare in acqua è essenziale conoscere la teoria del volo, conoscenza dei venti, uso di tutti i sistemi di sicurezza, cenni di meteorologia, decollo ed atterraggio; In acqua invece è importate apprendere il self-rescue, ridecollo dell'ala, bodydrag, bodydrag di bolina, water-start.

Per ridurre i rischi, molti Club, Circoli e concessioni richiedono al kiter le tessere qualificanti le proprie capacità di conduzione di un kitesurf che vengono rilasciati al termine del corso. Infatti, un kiter non formato può creare pericoli non solo a se stesso ma anche a chi lo circonda. Per tali ragioni, durante la stagione balneare, è essenziale rispettare i vari divieti disposti dalle autorità utilizzando le Kitebeach autorizzate. Il Kitesurf resta è sarà il modo più adrenalizzante di cavalcare il mare provando l’ebbrezza del volo.